Rem, Naspi e Rdc anche per docenti precari e supplenti

Reddito di emergenza, Naspi e reddito di cittadinanza spettano anche a docenti precari e supplenti saltuari che sono in possesso dei requisiti necessari per beneficiarne.

Reddito di emergenza

I docenti precari che quest’anno non stanno lavorando a causa dell’emergenza sanitaria o hanno svolto solo poche supplenze saltuarie dall’inizio dell’anno, possono richiedere il Reddito di emergenza entro il 30 novembre. Fondamentale il possesso dei seguenti requisiti:

  • un valore del reddito familiare, nel mese di maggio 2020, inferiore all’ammontare del beneficio;
  • un valore del patrimonio mobiliare familiare (con riferimento all’anno 2019) inferiore a 10.000 euro;

La soglia è accresciuta di 5.000 euro:

  • per ogni componente successivo al primo (fino a un massimo di 20.000 euro); – in presenza di un componente in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza come definite ai fini ISEE;
  • un valore ISEE, attestato dalla DSU valida al momento di presentazione della domanda, inferiore a 15.000 euro.

I requisiti saranno autocertificati e oggetto di verifica.

Naspi

Questo sostegno al reddito è l’indennità di disoccupazione che, oltre che dai supplenti annuali, può essere richiesta anche da chi accetta una supplenza breve, se ha tali requisiti:

  • disoccupazione involontaria (e la cessazione di un rapporto di lavoro a tempo determinato) almeno 30 giorni di lavoro effettivo svolto negli ultimi 12 mesi almeno 13 settimane di contributi versati nei 4 anni precedenti.
    Questi ultimi due requisiti non sono riferiti solo al rapporto di lavoro concluso per il quale si richiede l’indennità, ma comprendono tutti i rapporti lavorativi dell’ultimo anno e degli ultimi 4 anni, quindi non solo le supplenze.

Reddito di cittadinanza

I precari del comparto scuola o i supplenti saltuari possono beneficiare anche del reddito di cittadinanza, pur continuando ad accettare supplenze brevi. Per richiederlo è necessario essere in possesso dei seguenti requisiti:

  • Essere cittadino italiano o europeo o lungo soggiornante e risiedere in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi 2 in via continuativa Avere un ISEE aggiornato inferiore a 9.360 euro annui.
  • Possedere un patrimonio immobiliare, diverso dalla prima casa dove si abita, non superiore a 30.000 euro.
  • Avere un patrimonio finanziario non superiore a 6.000 euro che può essere aumentato in funzione del numero dei componenti del nucleo familiare Avere un reddito familiare inferiore a 6.000 euro annui moltiplicato per la scala di equivalenza: il limite massimo del reddito è elevato a 9.360 euro quando il nucleo familiare vive in un’abitazione in affitto

L’ISEE di riferimento (così come il patrimonio mobiliare e immobiliare) è riferito all’anno 2018 (da gennaio il nuovo Isee farà riferimento ai redditi del 2019): quindi le famiglie che nel 2018 si sono trovate in situazione di difficoltà (con un Isee compreso nei limiti) possono richiedere il Rdc, pur continuando ad accettare supplenze brevi.