L O A D I N G

Indennità permanente per postumi invalidanti

Danno biologico

Preliminarmente bisogna evidenziare che il sistema di indennizzo del danno permanente ha subito una profonda trasformazione dopo l’applicazione del D.lgs 38/2000 che nell’art. 13 ha introdotto il “danno biologico” definendolo come “la lesione dell’integrità psico-fisica, suscettibile di valutazione medico legale della persona.” 

I danni permanenti conseguenti ad eventi successivi al 25 luglio 2000 vengono valutati e indennizzati secondo i nuovi criteri del danno biologico che fanno riferimento a tre tabelle:

tabella indennizzo; tabella menomazioni; tabella dei coefficienti.
Indennità permanente per postumi invalidanti

Il D.lgs 38/2000 impone all’ INAIL di indennizzare qualunque danno permanente (oltre la soglia del 6%) anche in assenza di conseguenze patrimoniali. La precedente, normativa prevista dal D.P.R. 1124/65, riconosceva un indennizzo solo per percentuali invalidanti superiori all’ 11% e solo se le menomazioni riducevano le capacità di lavoro dell’infortunato.

Valore dell' indennizzo

L’ art. 13 del citato D.lgs 38/2000 identifica diverse forme di indennizzo:

  • Per danni da 0 % al 5%: nessun indennizzo (franchigia);
  • Per danni dal 6 % al 15%: indennizzo in capitale (mediante il versamento di una somma omnicomprensiva calcolata secondo le tabelle menzionate. La percentuale del danno può essere aggravata su richiesta, una sola volta entro il decimo anno dalla data dell’evento).
  • Per danni dal 16% al 100%indennizzo con rendita mensile vitalizia (la percentuale del danno può essere aggravata su richiesta da presentarsi ogni anno (entro i primi quattro anni) o entro lo scadere del settimo o del decimo anno. ).

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