Validità delle comunicazioni dei datori per i titolari di integrazione salariale, mobilità e disoccupazione

28/05/2014 - Circolare informativa INPAS

Secondo la Legge 99/2013 le comunicazioni di assunzione, cessazione, trasformazione dei rapporti di lavoro e altre esperienze professionali, a carico del datore di lavoro, assolvono tutti gli obblighi di comunicazione a carico dei lavoratori nei confronti delle Direzioni regionali e territoriali del lavoro, dell’Inps, dell’Inail o di altre forme previdenziali nonché nei confronti della Prefettura-Ufficio territoriale del Governo e delle Province.

Cambia quindi il quadro generale di riferimento per le integrazioni salariali, la mobilità e la disoccupazione. Nel caso delle integrazioni salariali, se prima era il lavoratore che riprendeva a lavorare in costanza del trattamento di integrazione salariale a dover comunicare preventivamente la rioccupazione per non perdere il diritto al trattamento, ora sono sufficienti le comunicazioni preventive del datore di lavoro.

Nel caso della mobilità, se prima l’omissione delle comunicazioni entro un certo termine determinava la cancellazione dalle liste e la decadenza dal diritto (o la restituzione di quanto corrisposto), ora la comunicazione preventiva obbligatoria del datore di lavoro equivale alla comunicazione obbligatoria gravante sul lavoratore beneficiario delle prestazioni.

Per quanto riguarda invece la disoccupazione Aspi e Mini Aspi la legge 92/2012 ha già previsto che la comunicazione obbligatoria effettuata dal datore di lavoro sia sufficiente a determinare la sospensione dell’indennità di disoccupazione. Mentre relativamente alla ripresa del lavoro con una collaborazione coordinata e continuativa, il diritto decade se, entro un mese dalla rioccupazione in forma parasubordinata, il lavoratore non comunicare il reddito annuo che prevede di trarre dall’ attività.

Esclusi dall’obbligo della comunicazione preventiva obbligatoria a carico del datore di lavoro:

  • le categorie del pubblico impiego;
  • i rapporti di lavoro autonomo la cui attività non sia resa in forma coordinata e continuativa.
  • i rapporti di lavoro instaurati con datori di lavoro esteri sul territorio di paesi stranieri.

Per ulteriori informazioni: Circolare Inps n. 57 del 6 maggio 2014.

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